IronMan 70.3 Pula: il viaggio della speranza

Avete presente il film “Parto col folle”, dove Robert Downey interpreta un architetto che in viaggio per Los Angeles si ritrova a condividere per uno sbaglio una serie di disavventure con Ethan Tremblay interpretato da Zach Galilifianakis (quello di “una notte da leoni”)? Ecco, se lo avete presente diciamo proprio che il viaggio per l’Ironman 70.3 a Pula in Croazia ha molto di simile con la sceneggiatura di quel film, solo che in questo caso di folli ce ne erano ben 4: Emilianochi? (Io) al mio terzo IM 70.3, LG (Luca) all’esordio con un IM 70.3, Persichello (Marco, futuro Ironman) e Irene (la ragazza di Luca).

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Partiamo venerdì mattina da Roma intorno alle 8.30, convinti di percorrere facilmente gli 800 Km che ci separano da Pula, anche se il meteo non è proprio dei migliori, visto che per tutta la giornata sono previsti forti temporali. Proprio per questo motivo decidiamo di coprire le nostre biciclette agganciate sul portabici posteriore con un bel telo di plastica, per evitare che si inzuppino durante il viaggio. Tutto fila liscio nei primi Km di autostrada, fino a quando improvvisamente non sentiamo arrivare un tonfo dalla parte posteriore della macchina di LG. Ci fermiamo immediatamente, e usciti ci accorgiamo che la mia bici si era praticamente staccata in parte dal portabici. Colpa nostra per averle fissate in maniera superficiale e del telo in plastica che con un “effetto vela” si stava trascinando via sull’autostrada del Sole entrambe le bici. Gettiamo via il telo, e fissiamo meglio entrambe le bici utilizzando una corda che fortunatamente avevo infilato in macchina solo all’ultimo secondo.

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Ci rimettiamo in cammino e dopo un paio di Km siamo costretti ad uscire dall’autostrada, perché a causa del nubifragio un camion si era ribaltato causando 10 km di coda. Ci aspettano quindi 90 km di stradine statali prima di poter rientrare definitivamente in autostrada. Poco dopo, decidiamo di fermarci nuovamente per una breve sosta ad un autogrill nei pressi di Arezzo. Un caffè, due chiacchiere con LG e Marco ipotizzando un pronostico sulla gara di Domenica e torniamo in macchina aspettando Irene che arriverà pochi minuti dopo. Altri 40 Km e ci fermiamo di nuovo per fare benzina. Proprio qui Irene si accorge di non avere più il portafogli. Non lo ha nella sua borsa ed è convinta di averlo lasciato per sbaglio sul tettino della macchina. Perfetto! Iniziamo bene! Cose che capitano! Torniamo indietro di altri 40 Km, sperando che il portafogli sia caduto nel parcheggio del primo autogrill e non in autostrada. Nulla!!! Incrociamo una volante della Polizia Autostradale e le esponiamo il problema, lasciandole un numero di telefonico nella speranza lo intraveda lungo l’autostrada. Fortunatamente, ci richiama poco dopo dicendoci di averlo ritrovato (ovviamente senza più un euro all’interno) e che dobbiamo recarci alla stazione di Arezzo per fare comunque la denuncia di smarrimento.

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Denuncia fatta, riprendiamo il viaggio verso Pula ma siamo di nuovo bloccati nel traffico rallentati da una coda di 10 km nei pressi di Bologna, sempre a causa di un incidente. Intanto il tempo passa, è ormai tardo pomeriggio e siamo ampiamente fuori dalla nostra tabella di marcia. Passiamo finalmente Trieste intorno alle 8 di sera e ci avviciniamo al confine con la Croazia. Se tutto va bene per le 22 siamo finalmente a Pula. Irene nel frattempo è al volante, mentre io siedo dietro con Luca. A 500 metri dal confine intravedendo la dogana domando agli altri se hanno con sé i propri documenti. Le risposte di LG e Irene mi gelano il sangue: si sono scordati i documenti a casa. E adesso che cazzo facciamo??? Persichello invece fortunatamente lo ha con sé. Dico a Irene di scambiarci al volante nella speranza chiedano il documento solo al conducente, ma è ormai tardi e siamo già in coda per i controlli. Arriviamo inesorabilmente davanti ai doganieri croati che ci chiedono tutti i documenti. Irene per prima, in un tentativo misero, rilascia la sua patente in parte distrutta dopo la caduta del portafogli lungo l’autostrada (alcune parti erano addirittura mancanti). La faccia del doganiere croato non lascia nessuna speranza e impietosamente ci ordina di fare dietro front verso l’Italia. Siamo nel panico più totale. Ci fermiamo lungo la strada per Trieste e cerchiamo di capire come arrivare in Croazia. Facciamo un secondo tentativo, provando una seconda dogana distante un paio di Km dalla prima. Adesso mi metto al volante io nella speranza chiedano il documento solo a me. Percorriamo una serie di stradine di campagna prima di arrivare alla seconda dogana. Ce la stiamo cagando veramente sotto. Questa volta tocca a me affrontare i doganieri croati. Mi fermo davanti al doganiere, gli consegno il mio passaporto, il documento di Marco e le due patenti di LG e Irene. Alla vista delle due patenti mi domanda: “ma tu con la patente andare in Canada?”, Io cosciente di prenderlo per il culo rispondo: “credo di si, molto probabilmente!”, e lui: “io invece dire proprio di no!”. A questo punto provo almeno a esporgli la situazione, dicendogli che abbiamo dimenticato solo due documenti e che stiamo andando a fare solo un fottutissimo Ironman a Pula. La sua risposta è inesorabile:”allora tornate in Italia a prendere documenti!!!”.  A questo punto le pensiamo di tutte: passaggio di Irene e LG nei boschi tra Slovenia e Croazia, nasconderli entrambi nel portabagagli della macchina, corrompere i doganieri croati, chiamata ai carabinieri e chiamata al console croato. Alla fine però l’unica soluzione è tornare verso Trieste e pensare a qualcosa di concreto da fare. La soluzione finale è quella di far arrivare entrambi i documenti a Venezia, con il treno da Roma delle 6.50 del mattino successivo, consegnando i documenti direttamente al Capo Stazione (il tutto grazie alla collaborazione delle coinquiline di LG e Irene). Irene e LG decidono quindi di pernottare a Trieste, nella speranza di recuperare i documenti il giorno successivo, mentre io e Marco ci avviamo verso Pula cosciente della possibilità di dover affrontare l’Ironman 70.3 da solo la Domenica successiva. Arriviamo finalmente a Pula alle 2 di notte, dopo due ore di macchina sotto al diluvio universale e dopo un viaggio durato 16 ore. Andiamo a dormire senza cena e solo con un paio di pezzi di crostata fatta da mia madre, nella speranza di ricevere buone notizie da LG e Irene il mattino seguente. Alle 8 del mattino mi arriva un messaggio da LG che fortunatamente ha recuperato i due documenti a Venezia e sta già tornando verso Trieste. Arriveranno alle 5 del pomeriggio a Pula e LG sarà appena in tempo per la registrazione all’Ironman 70.3.

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